LA CAMPANIA > VINI DOP (DOCG-DOC)

A cura di Paolo De Cristofaro

DOP Sannio con sottozoneDOP-DOC Sannio

Area viticola: Sannio
Provincia di Benevento

Denominazione di Origine istituita nel 1997, la DOP Sannio comprende l’intero territorio amministrativo della provincia di Benevento (78 comuni) e certifica la maggioranza dei vini a denominazione prodotti nell’area viticola, fatta eccezione per quelli rivendicati attraverso la DOCG Aglianico del Taburno e la DOC Falanghina del Sannio, che si configurano come DOP distinte.

In seguito alla ristrutturazione delle denominazioni beneventane (in vigore dalla vendemmia 2011), la DOP Sannio individua cinque sottozone confinanti tra loro, che corrispondono ad aree in passato tutelate da specifiche DOC.

 

Sottozona Guardia Sanframondi (Sannio)

Sottozona Guardia Sanframondi o Guardiolo. Si colloca nel settore centro-occidentale della provincia di Benevento, in un’area che fa da collegamento naturale tra la piana telesina e l’Alto Sannio. L’area si sovrappone parzialmente a quella della sottozona Solopaca, sviluppandosi su 4 comuni.
Prevalgono qui pendii lievi, collocati tra i 100 e i 300 metri di altitudine, caratterizzati da terreni argillosi misti a suoli di natura alluvionale, con componenti sabbiose e limose.

Sottozona Solopaca (Sannio)

Sottozona Solopaca. Si colloca nel quadrante occidentale della provincia di Benevento, principalmente sulle dolci colline della Valle Telesina, fino ai confini con la provincia di Caserta. L’area si sovrappone parzialmente a quella della sottozona Guardia Sanframondi, sviluppandosi su 12 comuni.
Prevale qui una viticoltura intensiva, agevolata da pendenze morbide e da un clima tendenzialmente più mite rispetto ad altre sotto-aree, con altitudini stabilmente inferiori ai 200 metri e terreni fertili, di origine alluvionale, con componenti sabbiose e limose che si alternano a giaciture argillose e calcaree.

Sottozona Solopaca Classico (Sannio)

Sottozona Solopaca Classico. Fa riferimento al solo comune di Solopaca e segue un suo distinto disciplinare produttivo rispetto a quello del Solopaca “generico”.

Sottozona Sant'Agata dei Goti (Sannio)
Sottozona Sant’Agata dei Goti. Si colloca nel quadrante sud-occidentale della provincia di Benevento, in un’area di confine tra la Valle Telesina, il versante caudino del Taburno e l’imbocco della Valle di Maddaloni, in provincia di Caserta. È la più piccola delle sottozone sannite per superficie vitata, interamente compresa nei confini del comune di Sant’Agata dei Goti.
Le altitudini sono simili a quelle che caratterizzano le sottozone Guardia Sanframondi e Solopaca, mentre cambiano giaciture ed esposizioni: aumenta la percentuale di argilla e calcare, i siti si fanno sensibilmente più acclivi, gli orientamenti delle colline sono perlopiù verso ovest.

Sottozona Taburno (Sannio)

Sottozona Taburno. Comprende 13 comuni ubicati alle pendici del massiccio montuoso di origine calcarea Taburno-Camposauro, collocato nel quadrante centro-meridionale della provincia di Benevento. Si tratta del medesimo areale che identifica la DOP-DOCG Aglianico del Taburno, utilizzata esclusivamente per i vini rossi e rosati che corrispondono alle caratteristiche stabilite dall’apposito disciplinare.
Il settore più densamente vitato è quella nord-orientale, caratterizzato da suoli argilloso-calcarei e altitudini comprese generalmente tra i 300 e i 450 metri sul livello del mare. Quote che salgono sensibilmente nel versante meridionale, dove trovano spazio vigne dislocate anche tra i 500 e i 600 metri, su terreni ancora più poveri, di matrice calcarea.

 

Per quanto riguarda i vitigni a bacca rossa, in tutta l’area è largamente maggioritaria la coltivazione dell’aglianico, affiancato da piedirosso, sangiovese e montepulciano, utilizzati anche in blend (soprattutto nell’area di Solopaca). Sempre nell’area di Castelvenere e Solopaca assume interesse la storica presenza di un vitigno localmente detto Barbera (o barbetta), che nulla ha a che fare con la più conosciuta barbera del Piemonte e del nord-ovest: per meglio distinguerle, per la varietà sannita si è deciso di adottare come nome ufficiale “San Barbato”.
Falanghina a parte (come detto tutelata da una DOP distinta e che non può essere rivendicata in etichetta attraverso la DOP Sannio), tra i vitigni a bacca bianca le varietà principali sono coda di volpe, fiano, greco, trebbiano, malvasia di Candia, cerreto e altre cultivar minori, impiegate anche in uvaggio specialmente nella zona di Solopaca.

Il disciplinare prevede per la DOP Sannio ben 14 tipologie, tutte proponibili anche con l’indicazione della sottozona, fatta eccezione per quelle del Solopaca Classico, che ha a disposizione solo tre declinazioni: Bianco, Rosso e Rosso Riserva.

L’indicazione del vitigno è possibile se il vino è prodotto con almeno l’85% della varietà menzionata: Sannio Aglianico (non rivendicabile con l’indicazione della sottozona Taburno), Piedirosso, Barbera (o San Barbato) sono le tipologie rosse più diffuse, mentre tra quelle bianche assumono rilievo i Sannio Fiano, Greco, Coda di Volpe, Moscato.

2.478,76 ettari è la superficie vitata idonea a produrre vini rivendicabili attraverso la DOP Sannio.
Nella vendemmia 2018 sono stati rivendicati poco più di 78mila ettolitri, riferiti ad oltre 1.130 ettari, per una produzione potenziale di poco superiore a 10.400.000 bottiglie (Dati Agea-Sian).