Geografia

A cura di Paolo De Cristofaro

Campania fisica

Campania fisica

La Campania è una delle venti Regioni riconosciute dalla Costituzione Italiana, la più popolata tra quelle del Meridione con quasi 6 milioni di abitanti (la seconda dopo la Lombardia per popolazione e la prima per densità abitativa, con circa 424 abitanti per chilometro quadrato).

Si sviluppa soprattutto in lunghezza, in una fascia di circa 300 chilometri che collega il basso Lazio (a nord-ovest) alla costa tirrenica della Basilicata (a sud-est). A nord confina con il Molise, ad est con la Puglia e la Basilicata, mentre è chiusa ad ovest e a sud-ovest dal Mar Tirreno. Le province (più o meno l’equivalente dei dipartimenti francesi) sono quattro più una città metropolitana: Napoli (che è anche il capoluogo di Regione), Avellino, Benevento, Caserta e Salerno. Una ripartizione amministrativa che coincide solo in parte con una serie di “sub regioni” storicamente, culturalmente e territorialmente diverse tra loro:

Terra di Lavoro: corrisponde in buona parte alla provincia di Caserta, ma geograficamente ingloba anche la zona meridionale del Lazio (da Sora a Gaeta), una parte del Molise (il Venafrano, in provincia di Isernia) e la fascia settentrionale pianeggiante della provincia di Napoli.

Sannio: prende il nome dall’antico popolo dei Sanniti (organizzato in tribù), che abitava la sub regione prima dell’espansione romana nel Sud, intorno alla dorsale appenninica, tra il basso Abruzzo, il Molise, la sezione interna della Campania, l’alta Basilicata e la Daunia pugliese. Oggi il nome Sannio è utilizzato soprattutto come sinonimo della provincia di Benevento.

Irpinia: oggi designa fondamentalmente la sezione più interna della provincia di Avellino, un’area che tuttavia era parte integrante del Sannio nell’antichità, poiché gli Irpini costituivano una delle cinque tribù principali dei Sanniti, insieme ai Frentani, i Pentri, i Caudini e i Carricini.

Cilento: è la parte montuosa che collega i golfi di Salerno e di Policastro, nella zona meridionale della regione. Nell’antichità era a tutti gli effetti parte integrante della Lucania, dal 1998 il Cilento è dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco per la sua ricchezza paesaggistica ed archeologica, nonché per il suo straordinario patrimonio di biodiversità, fondamento della Dieta Mediterranea, che qui colloca idealmente la sua “capitale”.

L’Arcipelago Campano: si sviluppa al largo del Golfo di Napoli, nel mar Tirreno, e comprende le tre isole principali Ischia, Capri e Procida, a cui si aggiungono le piccole Vivara (collegata a Procida da un ponte) e Nisida (collegata oggi al continente). Da un punto di vista “fisico”, la Campania è un territorio estremamente complesso: circa la metà della sua superficie è occupata da colline (50,8%), poco più di un terzo è di natura montuosa (34,6%), mentre la parte pianeggiante si concentra a ridosso della fascia costiera e rappresenta il 14,6%.

Altrettanto complessa è la composizione geologica della regione, caratterizzata in maniera importante dalla presenza di ben sei centri vulcanici: Vesuvio-Monte Somma (l’unico vulcano attivo dell’Europa continentale), Roccamonfina, Campi Flegrei, Ischia-Monte Epomeo e Procida-Vivara, senza dimenticare i vulcani marini situati sul fondale del golfo di Napoli.

Secondo i dati offerti dalla Protezione Civile Italiana, la Campania è una regione a medio-alto rischio sismico, come ricordano una lunga serie di tragici eventi tellurici, il più conosciuto dei quali (almeno in epoca recente) è senza dubbio quello registrato il 23 Novembre 1980, con epicentro in Irpinia, che causò circa 280.000 sfollati, 9.000 feriti e quasi 3.000 morti.

Sono presenti numerosi laghi, perlopiù di piccole dimensioni, e pochi corsi d’acqua, molti dei quali a carattere torrentizio, con percorsi tortuosi. I più importanti sono il Volturno, il Sele e l’Ofanto (l’unico che sfocia nel mare Adriatico, mentre gli altri due terminano nel Tirreno), che ricevono una serie di affluenti nelle zone interne montuose.

Anche il clima risente di questa forte eterogeneità morfologica e vale la pena di distinguere almeno due aree: la zona costiera presenta un clima decisamente mite, di tipo mediterraneo, mentre la fascia interna è caratterizzata da un clima decisamente più rigido, quasi continentale, con ricorrenti precipitazioni nevose d’inverno e rilevanti escursioni termiche estive.

Nonostante le latitudini e gli scenari mediterranei, la Campania è una regione decisamente piovosa, perlomeno nella lunga fascia compresa tra il mar Tirreno e la dorsale appenninica, esposta ai venti umidi atlantici. Vi si registrano precipitazioni medie regolarmente superiori ai 1.000 millimetri annui, ma ci sono località dell’Irpinia e del Sannio dove i valori pluviometrici sfiorano addirittura i 2.000 millimetri. Solo in alcune zone del litorale casertano e in qualche distretto al di là dell’Appennino, verso la Puglia e la Basilicata, la piovosità annua scende intorno ai 600-700 millimetri.