LA CAMPANIA > Benevento

PRESENTAZIONE

La provincia di Benevento si colloca nel cuore dell’Appennino Sannita, che è parte integrante dell’Appennino meridionale. E’ un territorio di confine e di transito naturale quando dalla costa tirrenica ci si sposta a quella Adriatica e viceversa: confina a sud con l’Irpinia, a ovest con il Casertano, a nord con il Molise e ad Est con la Puglia. Le sue caratteristiche morfologiche, storiche e antropologiche sono talmente uniche che per un momento, dopo l’unità d’Italia, si pensò di creare una regione a parte, Sannio appunto.

Provincia di Benevento

Provincia di Benevento

Diecimila ettari vitati, settemilanovecento imprenditori viticoli, circa cento aziende imbottigliatrici per quasi novecentomila ettolitri di vino prodotto, tre denominazioni di origine e due ad indicazione geografica per più di sessanta tipologie di vini. Sono gli elementi salienti del vigneto Sannio, che assegnano alla provincia beneventana la leadership produttiva nel comparto vitivinicolo della Campania (al primo posto nella produzione di reddito agricolo in provincia). Vi operano con regolarità un centinaio di aziende, perlopiù di piccole e medie dimensioni, con produzioni totali inferiori alle 100.00-200.000 bottiglie. Da non trascurare il ruolo svolto da cooperative e cantine sociali, che assorbono e trasformano buona parte delle uve coltivate dalle migliaia di soci-viticoltori, fenomeno raro nel Meridione. Così come non bisogna dimenticare il peso nella filiera di un numero importante di imbottigliatori, provenienti anche da fuori provincia e talvolta da fuori regione, che si approvvigionano nel Sannio per completare le proprie gamme.

Molto ampio, come di consueto, il patrimonio ampelografico sannita. Il vitigno a bacca rossa più diffuso è l’aglianico, con porzioni significative destinate a piedirosso, sciascinoso, barbera del Sannio (da non confondersi con quella piemontese); tra i vitigni a bacca bianca domina la falanghina, ma uno spazio crescente nell’ultimo decennio è stato riservato a fiano, greco e coda di volpe, senza dimenticare varietà “minori” come agostinella, cerreto, grieco, moscato di Baselice.