Maria Ianniciello, olivicoltrice a Grottaminarda (AV)

Verace Ravece, Maria Ianniciello

È un proposito che nasce da un’inadeguatezza.
Nei vari andirivieni tra le strade irpine sempre il mio sguardo ha cercato di cogliere e imparare solo la vigna. I versanti, i suoli, gli interpreti. Nell’ottusa concentrazione, tesa all’apprendimento, ho tralasciato di guardare invece un testimone del paesaggio altrettanto venerabile e più antico: l’olivo. Eppure l’olivo è una presenza a me comune; ora argento ora verde, la sua chioma gioca con la luce e scandisce le ore del mio quotidiano.

Succede poi che a 953 km di distanza ti facciano assaggiare un olio extravergine che è un’epifania. La sua luce e il suo sapore hanno aperto i miei occhi e stimolato un nuovo viaggio, stavolta, lo giuro, più consapevole e attento, verso il paesaggio culturale dell’agricoltura campana. L’olio in questione ha un nome e cognome, naturalmente.

Maria Ianniciello coltiva in regime biologico un uliveto di 3 ettari. Sono 700 piante di età centenaria, poste a un’altitudine di circa 500 metri. Siamo nella Valle dell’Ufita, la parte più settentrionale della provincia avellinese, quasi Alta Irpinia per intenderci. L’azienda valorizza un patrimonio di cultivar che risale alla fine del Settecento, quando la famiglia Minichiello comincia a coltivare varietà olivicole che oggi rappresentano un vero e proprio tesoro agricolo. Ravece, Ogliarola, Olivella di Grottaminarda sono alcune delle piante sulle quali Maria Ianniciello, oggi, fonda la sua filosofia aziendale, che è quella di valorizzare il patrimonio colturale autoctono.

etichetta olio ianniciello

L’olio che ho incontrato è il Ravece, un monocultivar sul quale l’azienda ha creduto fin dall’inizio. Leggo che è una delle varietà più importanti per l’Irpinia, comparsa intorno al Cinquecento, dal frutto abbastanza grande e invaiatura tardiva. Vedo Il suo colore, che è di un luminoso verde chiaro vivido di numerosi riflessi baluginanti. Sento alcuni profumi che ricordano carciofo, menta, foglia di pomodoro. Colpisce l’intensità degli aromi che incidono un ventaglio di sensazioni nette e di chirurgica precisione. Lo diresti algido se non fosse per un sapore trascinante che invece emoziona e riscalda. Vibra attraverso una spina piccante-amara intrecciata alla densità della materia. Per me sulle zuppe di verdure è un’apoteosi. Naturalezza espressiva a iosa, con una persistenza indomita, durante la quale, a occhi chiusi, riesco a immaginare tutti gli olivi che mi sono perso in questi anni.

Maria Ianniciello

Indirizzo: Contrada Barricella, 65 – Grottaminarda (AV)
Telefono: +39 338 8915967
Sito Internet: www.mariaianniciello.com
Mail: mariaianniciello@virgilio.it
Vendita diretta in azienda

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L'Autore

Fabio Pracchia

Fabio Pracchia

Nato a Lucca nel 1973, lavora nel mondo del vino da circa vent’anni. Una dimensione totalizzante vissuta da diverse prospettiva, da operaio in vigna ad enoteca rio, da assaggiatore professionale a redattore. Dal 2009 collabora con i nuovi progetti editoriali di Slow Food, a cominciare dalla guida Slowine, dove il racconto della qualità organolettica è strettamente legata agli aspetti etici ed umani della produzione vitivinicola italiana.
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