vigne poderi foglia

C’è del buono a Galluccio: il Concarosso di Poderi Foglia

Come sottolineavamo nel precedente post (link), l’area di Galluccio-Roccamonfina è probabilmente una delle più sottovalutate nel panorama vitienologico campano. E se dovessi scegliere una e una sola etichetta per spiegarne i motivi, non avrei alcun dubbio: il Concarosso di Vestini Campagnano-Poderi Foglia.

E’ il vino che mi ha fatto in qualche modo “re-innamorare” dei rossi della zona, capaci a mio avviso di coniugare nelle migliori espressioni originalità espressiva e concretezza gastronomica. E’ un aglianico realmente “diverso” quello che parla nei principali blend del distretto, spesso utilizzato in blend col piedirosso e altre varietà dell’Alto Casertano: meno potenza materica e più sapore, minore forza fenolica e glicerica, compensata dal plus di agilità e souplesse. Merito del terroir vulcanico e di condizioni pedoclimatiche per molti versi non paragonabili né a quelle dei pendii interni (Sannio, Irpinia, Cilento alto collinare), né a quelli più vicini alla costa, come ad esempio la limitrofa Dop Falerno del Massico. Sulle peculiarità territoriali dell’area ritorneremo nella prossima puntata, dedicata ad una piccola ricognizione sulle migliori aziende ed etichette del comprensorio, ma per una volta vogliamo localizzare a valle, nel bicchiere, il fulcro della nostra riflessione.

Luigi e Alberto Barletta insieme al giornalista olandese Paul Balke

Luigi e Alberto Barletta insieme al giornalista olandese Paul Balke

Il Concarosso prende forma in una delle due tenute che compongono le proprietà agricole della Vestini Campagnano. Un nome che per tanti appassionati è legato prima di tutto al recupero e alla valorizzazione di vitigni quasi scomparsi come i pallagrello e il casavecchia. Fondata da Peppe Mancini nel 1990 e intitolata a sua madre Tommasina Vestini Campagnano, l’azienda si sviluppò per tutti gli anni ’90, periodo nel quale la società fu allargata con l’ingresso della famiglia Barletta. Una nuova fase si inaugurò nel 2002, quando le strade si separarono: Peppe Mancini creò Terre del Principe con la compagna Manuela Piancastelli, mentre il marchio Vestini Campagnano restò ai Barletta, affiancati successivamente dalla famiglia Quaranta.

Come detto l’azienda si articola oggi in due blocchi viticoli: i circa 5 ettari attorno Caiazzo sono dedicati ai pallagrello e al casavecchia, altri 4 si collocano invece nel Podere Foglia a Conca della Campania, nell’area di Galluccio, con quote importanti riservate ad aglianico e falanghina. Ne deriva una gamma estremamente composita, dove convivono monovarietali e uvaggi, ma soprattutto letture stilistiche a dir poco diversificate.

Il Concarosso è dichiarato come blend a stragrande maggioranza di aglianico (intorno all’85%), con saldo di pallagrello nero (e a volte di piedirosso). Fermentato in acciaio a temperatura controllata, matura per circa 6 mesi in barrique di secondo passaggio, sia americane che francesi. In un’annata normale se ne producono poco più di 10.000 bottiglie, reperibili tra i 10 e i 12 euro in enoteca.

Ma non è soltanto per il favorevole rapporto qualità-prezzo che ritengo il Concarosso “base” (esiste anche una versione Riserva, che si avvale di un affinamento più lungo) un vero e proprio riferimento espressivo per la zona. Nelle ultime annate è dal mio punto di vista un rosso “completo” in ogni sua componente, in grado di confrontarsi con i migliori aglianico campani, quantomeno sul piano dell’eleganza e della facilità di beva.

Crediti foto: saporedicastagne.com

Crediti foto: saporedicastagne.com

Il millesimo attualmente in commercio è il 2012, tutto giocato sulla freschezza agrumata, la delicatezza degli aromi balsamici, la giovialità del frutto. Di struttura filiforme, si rivela un vino delizioso nel sorso per garbo estrattivo e sapore. Manca solo un plus di lunghezza e profondità nel finale, ma è tutt’altro che un’interpretazione scontata o priva di contrasti.

Non dovrebbe essere complicato recuperare anche qualche bottiglia del Concarosso 2011, versione appena più austera e severa, ma di identica ispirazione espressiva. Frutto goloso e croccante, le componenti primarie si fondono armoniosamente con le erbe aromatiche e i tocchi affumicati, ancora più evidenti nello sviluppo gustativo. E’ aglianico vulcanico nel midollo, di medio corpo e vibrante sapidità, soltanto un po’ asciutto nella trama del tannino.

Vestini Campagnano – Poderi Foglia

Frazione San Giovanni e Paolo – Via Barraccone, 5
Caiazzo (CE)
Tel. +39 0823 679087
Sito internet: www.vestinicampagnano.it
Email: info@vestinicampagnano.it
Superficie aziendale vitata: 15 ettari (9 ha di proprietà)
Produzione annua (media): 100.000 bottiglie
Visite e vendita diretta in azienda: su prenotazione

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L'Autore

Paolo De Cristofaro

Paolo De Cristofaro

Irpino classe 1978, lavora a tempo pieno nel mondo del vino dal 2003, dopo la laurea in Scienze della Comunicazione e il Master in Comunicazione e Giornalismo Enogastronomico di Gambero Rosso. Giornalista e autore televisivo, collabora per numerose guide, riviste e siti web, tra cui il blog Tipicamente, creato nel 2008 con Antonio Boco e Fabio Pracchia. Attualmente è il responsabile dei contenuti editoriali del progetto Campania Stories, nato da un’esperienza ultradecennale nell’organizzazione degli eventi di promozione dei vini irpini e campani con gli amici di sempre. Dal 2013 collabora con la rivista e il sito di Enogea, fondata da Alessandro Masnaghetti.
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