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PENISOLA SORRENTINA DOP (BIANCO E ROSSO)

Denominazione di Origine Controllata (Doc) riconosciuta nel 1994, la Dop Penisola Sorrentina fa riferimento all’omonima zona che si sviluppa nel limite sud della provincia di Napoli, lungo il versante nord di quella lingua di terra che chiude a sud il Golfo di Napoli. E’ un’area impervia e frastagliata, che di certo non agevola colture estensive ma è ben conosciuta dagli appassionati di enogastronomia per una straordinaria serie di prodotti, dalla frutta (agrumi e frutta secca in particolare) all’ulivo, dai formaggi dei Monti Lattari ai vini frizzanti di Gragnano e Lettere.

Dop Penisola SorrentinaZona di produzione

L’area di produzione del Penisola Sorrentina Dop si snoda su 13 comuni: l’intero territorio di Massa Lubrense, Sorrento, Sant’Angelo, Piano di Sorrento, Meta, Agerola, Vico Equense, Pimonte, Gragnano, Lettere, Casola di Napoli, e parte dei comuni di Sant’Antonio Abate e Castellamare di Stabia.

Il disciplinare distingue ulteriormente tre specifiche sottozone, che incontriamo in quest’ordine muovendoci dal mare verso l’interno:

Sottozona Sorrento, che comprende i comuni di Sorrento, Piano di Sorrento, Meta, Sant’Angelo, Massa Lubrense e Vico Equense.

Sottozona Gragnano, che comprende i comuni di Gragnano, Pimonte e parte del territorio di Castellamare di Stabia.

Sottozona Lettere, che comprende i comuni di Lettere, Casola di Napoli e parte del territorio di Sant’Antonio Abate.

Nelle tre sottozone opera un gran numero di viticoltori, il più delle volte proprietari di piccolissime parcelle, ma poche aziende imbottigliatrici (non più di una decina), abbastanza equamente divise tra piccole realtà e marchi che hanno a disposizioni numeri e gamme di una certa rilevanza.

Come detto si tratta di una fascia di terra estremamente acclive e discontinua, incastrata tra il mare e i Monti Lattari, una lunga vertebra dei Monti Picentini, catena delimitata a nord-ovest dal Golfo di Napoli, a nord dalla pianura del fiume Sarno, ad est dalla vallata metelliana e a sud dal Golfo di Salerno. Prevalgono qui i sedimenti carbonatici, che alla vista appaiono come comuni rocce bianche calcaree e sono invece stratificazioni di milioni di anni di microrganismi e altri animali marini. Le vigne occupano piccoli fazzoletti terrazzati, dove le lavorazioni meccaniche sono praticamente impossibili, con impianti perlopiù a tendone (spesso consociati ad altre coltivazioni) che si distribuiscono in una fascia compresa tra i 100 e i 500 metri di altitudine, con punte superiori ai 600 nell’area di Agerola, dove trovano spazio i siti più alti della denominazione. Le difficoltà di maturazione sono legate ad una serie di esposizioni non sempre favorevoli, con una quota importante di vigne orientate verso nord-ovest.

Base ampelografica

A differenza di altre aree per molti versi specializzate in funzione dei singoli vitigni, nell’area della Penisola Sorrentina prevale la tradizione del blend a partire dalla vigna. In un singolo fazzoletto convivono spesso decine di varietà, la maggior parte delle quali conosciute solo localmente. Tra i vitigni a bacca rossa, comunque, sono il piedirosso (o per’e palummo), lo sciascinoso (qui detto anche olivella) e l’aglianico ad occupare le quote più significative, mentre le varietà a bacca bianca vedono in primo piano falanghina, biancolella, greco e coda di volpe.

Principale tipologie e specifiche del disciplinare

Il disciplinare prevede per la Dop tre tipologie (Bianco, Rosso e Rosso Frizzante), che possono essere declinate anche attraverso l’indicazione di una delle tre sottozone. I vini rossi più conosciuti sono senza dubbio le versioni Frizzante delle sottozone Gragnano e Lettere, prodotte con uvaggi di piedirosso (minimo 40%), aglianico e sciascinoso.

Le annate

I Gragnano e i Lettere della Penisola Sorrentina sono da sempre interpretati come vini d’annata, da consumare anche a distanza di pochissime settimane dalla vendemmia, già in occasione delle festività natalizie. Ha poco senso, dunque, abbozzare una traiettoria sui migliori millesimi, che spesso coincidono in ogni caso con annate piuttosto calde e asciutte. Da sottolineare, invece, il favorevole rapporto qualità-prezzo di una serie di vini proposti con listini spesso inferiori ai 5 euro (prezzo ho.re.ca, iva esclusa).