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CASAVECCHIA DI PONTELATONE (ROSSO – PRIMA ANNATA: 2012, COMMERCIALIZZABILE DALL’AUTUNNO 2014)

La nuova Dop Casavecchia di Pontelatone si sviluppa su quello che è considerato il territorio “classico” per la coltivazione del vitigno casertano, specialmente per quanto riguarda gli impianti recuperati e realizzati negli ultimi vent’anni. Sono coinvolti nell’areale 8 comuni: l’intero territorio amministrativo di Liberi e Formicola, e parte dei comuni di Caiazzo, Castel di Sasso, Castel Campagnano, Piana di Monte Verna, Ruviano e naturalmente Pontelatone.

Dop Casavecchia di Pontelatone
La maggior parte delle vigne di casavecchia è disposta tra la pianura di Pontelatone e la fascia collinare che collega Castel di Sasso a Liberi. Il cuore della produzione è storicamente la parte pianeggiante di Pontelatone, a cui si somma una propaggine, spesso impervia e selvatica, che va dai 200 ai 350 metri, con qualche punta intorno ai 400 metri sui pendii di Castel di Sasso.

Per quanto riguarda i terreni, prevalgono suoli vulcanici e tufi nella fascia centro-occidentale, tra Pontelatone, Formicola e Piana di Monte Verna, che spostandosi verso sud-ovest si mescolano a componenti argillose, detriti alluvionali e calcari (questi soprattutto a Castel di Sasso). Completamente diversa è la struttura dei suoli nel quadrante orientale, tra Castel Campagnano, Caiazzo e Ruviano, caratterizzata da un particolare tipo di roccia sedimentaria, classificata appunto come “Arenaria di Caiazzo”.

Sul piano agronomico, il casavecchia si caratterizza per il suo profilo grosso e talvolta abbastanza spargolo, il sistema di allevamento tradizionale è la spalliera alta, ma i nuovi impianti sono stati realizzati perlopiù a spalliera. La raccolta si concentra normalmente nella seconda metà di settembre, con tempi a volte dilatati per la sua difficoltà a presentare una maturazione omogenea.

La nuova Dop prevede che le bottiglie marchiate Casavecchia di Pontelatone siano realizzate con almeno l’85% del vitigno, 24 mesi minimo di maturazione (di cui un anno in legno) per il Rosso, 36 mesi (di cui 18 mesi in legno) per la tipologia Riserva.

Le annate

I vini da Casavecchia sono stati proposti fin dagli esordi come rossi almeno da “medio invecchiamento” ed è possibile reperire (specie presso qualche ristoratore campano illuminato) bottiglie ancora in forma dalla fine degli anni ’90. Se la 1997 è considerata per molti versi quella del debutto, come millesimi significativi vanno segnalati soprattutto quelli caldi e asciutti come 2001, 2003, 2007, 2008, 2010 o 2011.