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PROVINCIA DI AVELLINO – ZONE DI PRODUZIONE

Le aree produttive più importanti della Provincia di Avellino sono fondamentalmente tre: contigue tra loro, corrispondono ad altrettante Dop-Docg e si collocano nel settore centro-occidentale dell’Irpinia, a ridosso del confine con il Basso Sannio.

Le DOP della provincia di Avellino

Le DOP della provincia di Avellino

Tra le colline della Valle del Calore, nella zona che si congiunge a sud con l’Appennino, si sviluppa la zona del Taurasi, che prende il nome da uno dei 17 comuni interessati dal disciplinare. La notorietà di questo piccolo borgo è storicamente dovuta all’importanza del suo scalo ferroviario, dal quale partivano grandi quantità di vino all’inizio del ‘900, nel periodo in cui buona parte del vigneto europeo doveva fare i conti con l’epidemia fillosserica, arrivata in Irpinia in un secondo momento. Il Taurasi viene prodotto con almeno l’85% di aglianico e proposto in commercio dopo un affinamento minimo di tre anni, di cui uno in botte (quattro per la versione Riserva con 18 mesi almeno di legno).

L’area del Taurasi si sovrappone in due comuni (Lapio e Montefalcione) con quella del Fiano di Avellino, la più ampia delle tre Docg dal punto di vista della dimensione territoriale con i suoi 26 comuni, distribuiti tra la Valle del Calore, la Valle del Sabato e i pendii a ridosso del massiccio montuoso del Partenio (tradizionalmente chiamato in zona Monte Vergine). E’ un distretto piuttosto eterogeneo per altitudini (dai 250 agli oltre 600 metri), esposizioni e natura dei terreni, che mette in evidenza come per il Taurasi una serie di espressioni legate fortemente ai caratteri delle singole sottoaeree o addirittura delle singole vigne.

La zona del Greco di Tufo è la più piccola per estensione geografica, ma anche la più grande per volumi di vino prodotti. Si sviluppa su 8 comuni, interamente tra le ripide colline della Valle del Sabato, là dove fino all’inizio degli anni ’80 era attivo uno dei centri minerari di estrazione dello zolfo più importanti di tutto il centro-sud. Anche qui prevalgono piccoli impianti, alcuni dei quali condotti con il sistema della raggiera avellinese, con grande variabilità di condizioni pedoclimatiche.

L’intero territorio provinciale infine è coperto dalla dop-doc Irpinia, che si articola in un’ampia serie di tipologie (tra bianchi, rossi, spumanti e dolci) con la possibilità di indicare il vitigno in etichetta là dove viene utilizzato almeno per l’85%. Le più significative per diffusione nelle gamme aziendali sono sicuramente l’Irpinia Campi Taurasini e l’Irpinia Aglianico tra i rossi, Irpinia Coda di Volpe, Irpinia Falanghina e Irpinia Bianco tra i bianchi, senza dimenticare gli Irpinia Fiano e Irpinia Greco, rivendicati soprattutto dalle aziende che hanno vigne di fiano e greco fuori dalle rispettive aree Docg.Le aree produttive irpine più importanti sono fondamentalmente tre: contigue tra loro, corrispondono ad altrettante Dop-Docg e si collocano nel settore centro-occidentale della provincia di Avellino, a ridosso del confine con il Basso Sannio.