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LE MACRO-AREE DEL TAURASI: ISTRUZIONI PER L’USO

Come spesso accade, il disciplinare dice poco di un vino con una forte identità varietale e territoriale e che sempre di più richiede di essere declinato al plurale, prendendo atto delle numerose variabili zonali, agronomiche, enologico-stilistiche e del crescente numero di aziende produttrici, passate da meno di dieci (fine degli anni ’80) alle oltre 50 di oggi.

Dop Taurasi

Risalendo il fiume Calore, si incontrano vigneti che si collocano attorno ai 300 metri per arrivare a siti che nella zona più alta, a ridosso dei monti Picentini, sfiorano e talvolta superano i 600 metri: da Venticano a Montemarano possono esserci alcune settimane di differenza nella maturazione e i vini che ne derivano non possono che manifestare temperamenti differenti. Senza trascurare la grande variabilità dei suoli: tutta l’area è accomunata da una base argilloso-calcarea che si combina ad elementi di origine vulcanica (tufi, pomici, lapilli, ceneri), arenarie, scisti, disegnando giaciture molto diverse anche in spazi ravvicinati.

Attraversando le terre del Taurasi, insomma, non si può fare a meno di confrontarsi con un repertorio estremamente eterogeneo di esposizioni, altitudini e terreni. Differenze e variabili di cui anche gli eventi di Campania Stories tengono conto nella predisposizione dei tasting riservati a stampa, operatori ed appassionati, recependo le indicazioni offerte dalle aziende partecipanti e dai membri della Commissione Tecnica Territoriale.

In occasione della tappa irpina di Campania Stories I Vini Rossi, la degustazione dei Taurasi viene organizzata e divisa per macro-aree di provenienza delle vigne e delle uve utilizzate per la realizzazione dei vini presenti alla rassegna, in base alle informazioni fornite dai produttori e riportate con la presente pubblicazione nelle singole schede aziendali.

I Taurasi presentati in assaggio vengono divisi in cinque gruppi territoriali:

1) Gli Assemblaggi: i Taurasi prodotti con uve provenienti da due o più distinte macro-aree
2) Quadrante Nord – Riva Sinistra
3) Versante Ovest – Le Terre del Fiano
4) Valle Centrale – Riva Destra
5) Versante Sud – Alta Valle

Macro-area Taurasi Quadrante Nord - Riva Sinistra

Macro-area Taurasi Quadrante Nord – Riva Sinistra

Quadrante Nord – Riva Sinistra del Calore

Vigne ubicate nei territori di:

Venticano – 82 ettari iscritti all’albo divisi tra 91 conduttori
Pietradefusi –  64 ettari divisi tra 52 conduttori
Torre le Nocelle – 51 ettari divisi tra 33 conduttori

Le colline che ricadono nei comuni di Venticano, Pietradefusi e Torre le Nocelle vanno a comporre un’area piuttosto omogenea, nella zona nord della denominazione, al confine con la provincia di Benevento, sulla riva sinistra del Calore, lì dove comincia a placare la sua irruenza torrentizia prima di iniziare la svolta verso ovest e proseguire la sua corsa verso il Volturno. Delle sottozone taurasine è sicuramente quella che ha più punti di contatto con l’alto Sannio: le vigne sono ubicate generalmente tra i 300 e i 400 metri, le posizioni sono piuttosto aperte, le pendenze contenute, con diversi siti quasi pianeggianti esposti a sud pieno che consentono di piantare abbastanza fitto rispetto agli standard abituali. Gli impianti sono stati realizzati o rimodulati perlopiù negli ultimi venti anni e sono quasi tutti a spalliera.

In rapporto alle caratteristiche generali dell’areale, è una sottozona tendenzialmente più calda, i terreni sono per la maggior parte argillosi ma diversi siti presentano una tessitura più sciolta con importanti componenti limose e sabbiose. Sebbene tutto il distretto taurasino faccia tradizionalmente riferimento alla ricorrenza “dei Morti” (il 2 novembre) come spartiacque per l’inizio della raccolta dell’aglianico, qui le maturazioni vengono spesso completate intorno alla metà di ottobre, dando origine a vini dal profilo suadente e tabaccoso, misurati nella gradazione alcolica come nei valori di acidità, che generalmente si segnalano per una maggiore prontezza rispetto a quelli prodotti nelle zone più alte, ma anche per una certa compostezza del frutto.

Macro-area Taurasi Versante Ovest - Le Terre del Fiano

Macro-area Taurasi Versante Ovest – Le Terre del Fiano


Versante Ovest – Le Terre del Fiano

Vigne ubicate nei territori di:

Montemiletto –  57 ettari iscritti all’albo divisi tra 60 conduttori
Montefalcione – 34 ettari divisi tra 32 conduttori
Lapio – 33 ettari divisi tra 41 conduttori
San Mango sul Calore – 19 ettari divisi tra 9 conduttori

Montefalcione e Lapio sono gli unici comuni che ospitano nei propri confini vigne con cui è possibile produrre sia Fiano di Avellino che Taurasi Docg. Come è facile prevedere, il rapporto è fortemente sbilanciato a favore della denominazione in bianco ma da queste parti l’aglianico è tutt’altro che figlio di un bacco minore. C’è un dato storico, innanzitutto, perché “patria del fiano”, come celebra il cartello giallo all’ingresso del paese, Lapio ci è diventata davvero da una trentina d’anni o poco più, incoraggiata dal successo sui mercati nazionali ed internazionali dei bianchi di Mastroberardino. Prima di allora, il vigneto lapiano era quasi interamente dedicato alle uve rosse, aglianico in primis, mentre al fiano era riservata una piccola porzione funzionale alla produzione di un filtrato dolce da consumare durante le feste comandate o da proporre a rivenditori partenopei.

Sviluppi commerciali a parte, non sono pochi tra gli addetti ai lavori a sostenere oggi che diversi siti di Lapio siano particolarmente adatti alla progettazione di grandi rossi da invecchiamento. Basti pensare alla dorsale che fronteggia la montagna di Chiusano, la cosiddetta conca di Campore, con i suoi terreni di argilla pura, il microclima continentale, l’orientamento a sud, sud-est, le pendenze e le escursioni termiche vertiginose. Meno estreme le condizioni pedoclimatiche nei frammentati ma solidi comprensori di Montemiletto, Montefalcione e San Mango sul Calore, ideale prosecuzione del sistema di muri e vallette tipiche del territorio lapiano.

Macro-area Taurasi Valle Centrale - Riva Destra

Macro-area Taurasi Valle Centrale – Riva Destra

Valle Centrale – Riva Destra del Calore

Vigne ubicate nei territori di:

Taurasi – 180 ettari iscritti all’albo divisi tra 138 conduttori
Mirabella Eclano – 68 ettari divisi tra 86 conduttori
Luogosano – 24 ettari divisi tra 24 conduttori
Bonito – 23 ettari divisi tra 31 conduttori
Sant’Angelo all’Esca – 21 ettari divisi tra 17 conduttori
Fontanarosa – 20 ettari divisi tra 21 conduttori

Più frammentato è lo scenario che si apre tra la Valle Centrale e la riva destra del fiume Calore, nell’area collinare che abbraccia i comuni di Bonito, Mirabella Eclano, Fontanarosa, Taurasi, Sant’Angelo all’Esca, Luogosano e fa da confine naturale con la Valle dell’Ufita. Rispetto alla riva sinistra si ha immediatamente l’impressione di addentrarsi in una zona più fresca ed impervia, con le vigne che sembrano quasi nascondersi, alternandosi al bosco e agli ulivi, perlopiù di varietà ravece ed ogliarola. L’altitudine è costantemente sopra i 400-450 metri, le pendenze più impegnative e le posizioni più compresse dei pendii incoraggiano la ricerca di esposizioni a mezzogiorno. Altro aspetto fondamentale riguarda i terreni: fatte salve alcune sacche franco sabbiose, in questa sottozona si palesa maggiormente la componente pietrosa e calcarea, ben raccontata da vini generalmente molto eleganti e saporiti, sorretti da un energico scheletro acido più che dalla potenza dell’estrazione tannica. E’ per molti versi un discorso a parte quello che va fatto per il comprensorio di Taurasi, caratterizzato da altitudini inferiori (tra i 350 e i 400 metri), ma soprattutto da terreni sensibilmente differenti: profondi, ricchi di argilla e sostanza organica, con una base calcarea e strati superficiali rivestiti di ceneri vulcaniche tendenzialmente sciolte.

La piovosità varia sensibilmente da una località all’altra, la maturazione dell’aglianico in un’annata normale non si completa prima dell’ultima settimana di ottobre, ma molto più frequentemente si aspetta novembre per la raccolta.

Macro-area Taurasi Versante Sud - Alta Valle del Calore

Macro-area Taurasi Versante Sud – Alta Valle del Calore

Versante Sud – Alta Valle del Calore

Vigne ubicate nei territori di:

Castelvetere sul Calore – 12 ettari divisi tra 18 conduttori
Montemarano – 161 ettari iscritti all’albo divisi tra 116 conduttori
Castelfranci – 64 ettari divisi tra 64 conduttori
Paternopoli – 123 ettari divisi tra 127 conduttori

Una quota rilevante delle vigne iscritte all’albo della Docg si colloca nel quadrante sud-est della denominazione, precisamente lungo la dorsale che unisce idealmente Castelvetere sul Calore a Paternopoli, passando per Montemarano e Castelfranci. E’ qui che trovano dimora i vigneti più alti dell’areale, mediamente tra i 450 e i 630 metri sul livello del mare (con punte a ridosso dei 700), è qui che la vicinanza dei monti Picentini e il clima continentale creano le condizioni per una vera e propria viticoltura pedemontana. In questa sottozona le decise escursioni termiche e l’andamento più lento delle maturazioni obbligano ad una raccolta molto tardiva, quasi sempre a novembre inoltrato, generando materie prime mediamente più ricche in alcool ed estratti, tannini e acidità, che necessitano di affinamenti più lunghi per esprimere tutto il proprio potenziale.

E’ una macro-area piuttosto omogenea per quel che riguarda l’espressività e la struttura degli aglianico che vi si originano, nonostante sensibili differenze di esposizioni, altitudini e suoli. A Montemarano prevalgono gli orientamenti a nord (tra i 400 e i 700 metri), con pietrisco calcareo e lapilli vulcanici che si inseriscono nella tessitura fortemente argillosa. A Castelfranci il grosso delle vigne guarda ad ovest e si colloca intorno ai 500 metri: i suoli argilloso-vulcanici si fanno più chiari e porosi, portando maggiormente in primo piano la componente calcarea e sabbiosa, con presenza di fossili marini. Paternopoli può contare sulle esposizioni migliori, con diverse vigne che guardano Montemarano orientandosi a sud, sud-ovest, tra i 450 e i 550 metri, su giaciture tufacee e sabbioso-calcaree, quasi sempre con elevata percentuale di argilla.

Per ulteriori approfondimenti, vedi il pdf allegato:
La Caratterizzazione dei suoli dell’Areale del Taurasi – A Cura della Commissione Tecnica Territoriale
Caratterizzazione dei suoli nell’areale del Taurasi – CTT
Caratterizzazione dei suoli nell’areale del Taurasi – CTT